Garage Ermetico
Un garage nel centro di Milano subisce una consistente flessione negli introiti. La titolare imputa tale flessione al provvedimento dell’Area C, che stabilisce che l’accesso al centro di Milano sia a pagamento, e cita in giudizio il Comune. Pur fra qualche scontento, Area C ha portato visibili benefici ai residenti milanesi in termini di vivibilità e qualità dell’aria. Certo, meno macchine fanno meno parcheggi. Viene da dire: il sacrificio di uno per il bene di tutti. Ma è “bene pubblico” anche il principio per cui l’impresa privata “in regola” non può essere danneggiata direttamente dalle politiche pubbliche. Questo principio vale più o meno della qualità dell’aria e della vita? Un tribunale accoglie l’istanza della titolare: il provvedimento viene bloccato. A prescindere da come finirà la vicenda: tanto la sopravvivenza economica dell’impresa privata e il bene pubblico appaiono istanze legittime. Quando e come una delle due può prevalere sull’altra? E come sbrogliare la matassa in un Paese in cui la relazione fra pubblico e privato è ingarbugliata e spesso opaca? E sotto tutto c’è il nodo irrisolto delle politiche di mobilità: impedire la mobilità automobilistica senza potenziare proporzionalmente la rete dei trasporti pubblici è davvero, sul lungo periodo, fare il bene pubblico?Redazione

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