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13 Ottobre Ott 2017 0948 6 days ago

Mauro Magatti presenta Cambio di Paradigma| 17.10.17 Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

Redazione

Martedì 17 ottobre, ore 18.30 a Milano, Mauro Magatti presenta "Cambio di paradigma" in Fondazione Giangiacomo Feltrinelli (viale Pasubio, 5).

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Per Magatti, la relazione tra macchine e posti di lavoro non si risolve se non cambiando le categorie interpretative. La di­stinzione tra il lavoro e il resto della vita sta venendo meno. Le attività dei consumatori diventano a loro volta "lavoro" se producono ricchezza e denaro, come avviene generando per esempio i big data monetizzati da grandi centrali di gestione dell'informazione.

Luca De Biase, Il Sole 24 ore
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Per uscire da una crisi serve un cambio di paradigma. Bisogna cambiare regole e prospettive, adeguare il proprio sguardo a un modo nuovo di interpretare la realtà. E prima che si stabilisca un nuovo paradigma, una nuova normalità, esiste un momento in cui tutte le possibilità sono aperte. Mauro Magatti è uno dei più importanti sociologi contemporanei, sempre più presente nel dibattito pubblico, e dimostra che ci troviamo esattamente in quel momento. Il 2008 ha segnato l’inizio di una crisi economica che si è rivelata anche politica e culturale e ha portato alla fine di un’epoca. Fino ad allora il neoliberismo era stato il modello al quale avevamo affidato le nostre prospettive di crescita economica e di benessere. Ora quel modello è saturo, perché non più capace di rispondere alle esigenze di un mercato globale sempre più selvaggio e sregolato, né alla degenerazione della politica, sempre più populista e nazionalista. Ma questa, spiega Magatti, è una grande occasione. Perché se le vecchie regole non sono più valide, questo è il momento in cui possiamo inventarne di nuove. L’importante è avere chiara una direzione. E la direzione è quella della rinuncia alla cieca economia del consumo, per giungere a uno scambio sostenibile. “Solo la combinazione tra sostenibilità e logica contributiva può permettere di ricostruire su basi nuove il rapporto tra economia e società che il neoliberismo ha col tempo mandato in frantumi. E così rispondere alla domanda sulla natura della prossima crescita economica, nel quadro di una nuova stagione della democrazia.”

Il futuro è ancora possibile. Per conquistarlo dobbiamo cambiare le regole.