Piano convivenza della provincia autonoma di Trento

  • Provincia Autonoma di Trento

    Istituzione

    Trento

Redazione

Esiste una terza via tra l’omologazione delle persone immigrate nel modello culturale prevalente del paese ospitante con la perdita inevitabile della loro cultura di origine, e la semplice giustapposizione di modelli culturali diversi destinati a non incontrarsi, conoscerci e arricchirsi reciprocamente?

La Provincia Autonoma di Trento sta sperimentando da alcuni anni un nuovo modello di accoglienza e di dialogo con culture altre che trova nella parola “convivenza” la sua migliore formulazione.

Per dare concretezza e ufficialità a questo intento, l’Assessorato alla solidarietà internazionale e alla convivenza ha promosso nel 2009 un “Piano convivenza” approvato dalla Giunta Provinciale e operativamente attuato al Centro informativo per l’immigrazione, il Cinformi.

Il Piano si articola in 21 azioni “per accrescere la coesione sociale in Trentino”. Le sue parole chiave sono informazione, accoglienza, ascolto, formazione, multiculturalità, sussidiarietà, dialogo, identità.

Questo nuovo approccio prende avvio dal riconoscimento della inarrestabile crescita del fenomeno immigrazione ma anche della strutturale necessità per il territorio della presenza di persone immigrate, nel solco di una storia locale che ha visto le popolazioni trentine emigrare in tutto il mondo.

L’idea su cui poggia l’intero impianto è che l’identità sia un dato dinamico, in continuo mutamento, e che essere trentini oggi significa per tutti – autoctoni e immigrati - coniugare il meglio della propria tradizione con la ricchezza offerta dall’incontro e dal dialogo con l’Alterità.

Interessante è la dichiarata centralità della persona umana e dei suoi specifici bisogni attorno al quale l’intero intervento è stato ideato e sviluppato. Ciò porta il piano attuativo a non dimenticare mai la dimensione personale e famigliare, pur nel quadro di equilibri comunitari e di sistema.

Parte cruciale del Piano è l’azione comunicativa portata avanti dal Cinformi. Essa si declina come strutturazione di un nuovo immaginario sull’immigrazione e sul Trentino stesso e di un nuovo lessico che, abbandonati termini come “straniero” adotta quelli di “nuovi trentini” e “nuovi cittadini”.

Il Piano Convivenza ha suscitato notevole interesse e non sono mancate le prime replicazioni in altri territori italiani. Ne è un esempio il protocollo di intesa siglato nel 2009 tra la Provincia Autonoma di Trento e Provincia e Prefettura dell’Aquila che ha inteso sostenere i territori colpiti dal terremoto a ricostruire – oltre alle opere murarie – anche le relazioni tra autoctoni e immigrati e a rafforzare la coesione locale.

Per ulteriori informazioni

www.cinformi.it

Video a cura di Fabio Abati

Multimedia

Allegati