Punto Acli Famiglia Catania: Famiglie e Periferie

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Redazione

La logica dei Punti Famiglia Acli si traduce a Catania nell’impegno ad offrire ben tre diversi spazi di incontro e di ascolto organizzati sulle base delle peculiarità ed esigenze dei diversi territori in cui sono inseriti.

Accanto ad un primo PAF aperto presso la sede Provinciale che consente alle famiglie che vi si rivolgono un accesso immediato agli altri servizi delle ACLI, altri due Spazi Famiglia sono stati avviati nei quartieri periferici di Librino e di Lineri.

Si tratta di due popolose realtà urbane connotate dalla sommatoria di pesanti difficoltà di ordine economico, sociale e culturale, dove la persistente precarietà lavorativa finisce per amplificare altre povertà e marginalità.

Negli ultimi anni Librino è diventato oggetto di crescenti attenzioni da parte di numerose soggettività della società civile e delle sfere istituzionali di Catania. Nonostante la persistenza di gravi problematiche, le numerose attività avviate nel quartiere e la ricchezza delle presenze hanno spinto le ACLI a scegliere di connotarsi soprattutto come luogo di ascolto e di accompagnamento qualificato, grazie alla disponibilità di numerosi professionisti che mettono a disposizione consulenze di varia natura, da quella legale a quella della mediazione e del counselling familiare.

Diversamente, a Lineri, realtà ancora estranea ad interventi più strutturati, l’ascolto dei bisogni emersi dalle famiglie del quartiere ha motivato i volontari e i referenti delle ACLI a dare vita ad uno spazio meno connotato sul fronte dei servizi e maggiormente orientato alla facilitazione relazionale e alla creazione di reti di micro solidarietà locali.

Presi in affitto due piccoli locali che si affacciano direttamente sulla strada, le ACLI sono diventate un vero e proprio riferimento per le famiglie del quartiere. In questi spazi - che vengono riorganizzati sulla base delle richieste e del calendario di appuntamenti - si alternano un frequentatissimo sostegno scolastico altamente apprezzato da genitori ed insegnanti; l’organizzazione di feste di compleanno o in occasione di cerimonie religiose, non essendovi nel quartiere altri spazi pubblici; si propongono attività ludiche per i bambini ed i ragazzi e di socialità per i genitori.

L’intento del PAF è quello di proporsi come uno spazio denso dal punto di vista affettivo e relazionale, un polo di attrazione all’interno di un quartiere abbandonato dalla presenza istituzionale, uno luogo di ascolto per le multiproblematicità di famiglie dalle ridotte risorse culturali e economiche.

Il PAF è però soprattutto uno spazio di riconoscimento, di attivazione e di riscatto: viene riconosciuta la famiglia come protagonista di un possibile cambiamento a partire dall’educazione e della formazione dei propri figli; vengono attivate risorse preziose, tanto che molte delle persone aiutate sono diventate a loro volta volontari del centro; viene sostenuta la voglia di futuro, soprattutto di un futuro migliore per i ragazzi e i giovani del quartiere che risultano fortemente deprivati rispetto agli standards di vita dei loro coetanei di altre aree della città.

E’ evidente, nella sua lungimiranza, la strategia di inclusione dei PAF che accettano coraggiosamente la sfida di tenere agganciati ai destini della città pezzi di popolazione catanese in qualche modo estranea alle traiettorie di sviluppo della città.

Per ulteriori informazioni:

www.aclipuntofamiglia.it

www.aclisicilia.it

Video a cura di Fabio Abati

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