Comunità Progetto Sud|Generare futuro insieme in un territorio difficile

  • Comunità Progetto Sud Onlus

    Associazione

    Lamezia Terme

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All’origine della nascita della “Comunità Progetto Sud”, avvenuta nel 1976, vi è un esodo e una visione. L’esodo consiste in una singolare migrazione, non da sud a nord ma viceversa. Giacomo Panizza, sacerdote bresciano, si trasferisce a Lamezia Terme per rispondere alla richiesta di lavorare con le persone diversamente abili in quel territorio. La risposta si articola, fin da subito, a partire da una visione, come esprimono le parole di questo passaggio dell’intervista allo stesso Panizza: “La comunità si chiama ‘Comunità Progetto Sud’ non solo perché siamo nel Sud, ma perché l’idea su cui scommettere era il progetto. Abbiamo da subito inventato un’esperienza di vita in comune. In quegli anni io andavo e tornavo, quasi tutte le settimane, dalle Marche alla Calabria, per parlare con i disabili chiusi nelle loro case e per dire loro che il loro futuro dipendeva da loro e dalla collaborazione che avremmo avviato. Siccome mi avevano forse ‘imprestato’ qui, dalla mia diocesi, solo per poco tempo, abbiamo cominciato subito… Abbiamo capito insieme che bisognava fare in modo che diventassimo capaci di futuro, di seminare qualcosa di nuovo, di attrezzarsi per agire, di rompere l’idea che avevano in testa: ‘io sono disabile dunque sono pensionato’… Questa è stata un’operazione anzitutto di tipo culturale. Nel 1976 siamo entrati nella nostra prima casa, in via Conforti a Lamezia, per vivere insieme…”.

Oggi, a distanza di anni, l’Associazione Comunità Progetto Sud è diventata un gruppo di gruppi, un gruppo che ha generato altri gruppi aventi lo stesso spirito e diversificati nel tipo di attività svolta. Un insieme di associazioni, di cooperative, di volontari, di gruppi spontanei, di comitati: tutte realtà collegate al nucleo iniziatore composto da una ventina di persone - il “Gruppo portante” -, il cui nome rimanda all’idea di far sì che le persone, attraverso l’esperienza di comunità e condivisione di un orizzonte, “potessero ‘portarsi’ da sole” e generare, a loro volta, qualcosa di valore per altri, per il territorio, per le future generazioni. La vita insieme, persone disabili e non, costituisce il fulcro della promozione e dello sviluppo delle numerose attività educative, socio-sanitarie, socio-culturali, politiche, che coinvolgono altri collaboratori esterni. Tali attività si rivolgono a persone che vivono condizioni di emarginazione e vulnerabilità a motivo di disabilità, povertà di vario genere, dipendenze, disagio (in particolare, giovanile), malattia. A tale scopo, la Comunità gestisce servizi e iniziative sociali, promuove azioni di sensibilizzazione politica per generare cambiamento sociale e culturale, lavora per la costruzione di coesione nel territorio tra varie soggettività presenti, promuove la partecipazione attiva dei cittadini, crea reti di solidarietà, propone servizi sociali innovativi, realizza esperienze di inserimento occupazionale nel settore del lavoro sociale, sperimenta forme di convivialità e di accoglienza rivolte a singoli e gruppi. Essa è inoltre impegnata anche nella stesura di materiali e di pubblicazioni per approfondire tematiche legate alle iniziative proposte nei vari ambiti, relative – più in generale - allo sviluppo locale (economico, sociale e culturale) del territorio e alla formazione alla legalità.

La mission – racchiusa sinteticamente nei seguenti obiettivi: “Fare comunità, fare politica, fare inclusione, fare economia sociale, fare rete, fare giustizia, fare cultura” – si sviluppa in costante rapporto con l’ambiente, con le sue esigenze (emergenti da singoli, da gruppi, da istituzioni) e le sfide che esso pone. L’organizzazione complessa dell’insieme dei gruppi rispecchia l’approccio innovativo messo in atto nella elaborazione e realizzazione degli interventi. Le conoscenze acquisite sul campo vengono tradotte in sapere organizzativo che fa leva sulla capacitazione e responsabilizzazione dei singoli, sull’apprendimento continuo tramite formazione individuale e organizzativa, su di un patto sociale tra gli attori coinvolti affinchè il lavoro sociale e gli interventi culturali non rispondano soltanto a criteri di efficienza tecnica ma siano accompagnati dalla elaborazione costante di significati condivisi nonché da una comune metodologia operativa. A tutti i livelli – decisionali, di coordinamento, di gestione - viene fatto uso della governance che comporta un elevato grado di cooperazione tra tutti.

La comunità si muove consapevolmente all’interno di un territorio particolarmente difficile. In tal senso, risulta molto significativa la collocazione di alcune attività dentro una casa confiscata alla cosche mafiose della città, non senza minacce per le persone e per il lavoro della Comunità stessa. In tale palazzo hanno sede la Banca Etica Regionale e il Forum Regionale del Terzo Settore (di cui è presidente un membro della Comunità); inoltre, qui sono collocate una serie di iniziative di diretta emanazione della comunità, come per esempio l’ufficio per la tutela dei diritti delle persone disabili (gestito da disabili), la convivenza di minori stranieri - “LunaRossa” – arrivati dall’Africa, gli uffici delle cooperative agricole, l’associazione Revolution Legalità (attiva nelle scuole), i corsi di formazione sociale aperti ai Rom impiegati nella cooperativa Ciarapanì e a tutti coloro che sono interessati, le serate di cineforum per i giovani, la realizzazione in anteprima delle prime del teatro aperte alla cittadinanza. Si tratta di una casa che, in questo modo, viene restituita alla città: “Lamezia vede che quella casa non è stata data alla Comunità Progetto Sud, se non giuridicamente, perché è data a noi tutti, è un bene pubblico. Per questo lì facciamo anche delle cose belle per il nostro futuro, per il nostro respiro intellettuale, spirituale. Diventa così la casa dove ci si può incontrare in modo diverso”. Con uno sguardo sulla storia della Comunità, così si esprime ancora don Giacomo: “La Comunità Progetto Sud, questo gruppo di gruppi, ha sparso solo un po’ di sassolini. Far nascere qualcosa non vuol dire prendere un patrimonio per metterlo nel frigorifero, ma mettere in moto quella eredità. Il patrimonio non è la cooperativa, l’associazione, il gruppo che nasce o che aiutiamo a nascere. Il patrimonio è ciascuna persona, perché sei tu che puoi inventare il futuro…”.

Si rimanda all’utile consultazione del nuovo sito web: www.comunitaprogettosud.it all’interno del quale, oltre alla storia e alle attività della Comunità, vi sono anche riflessioni su alcuni focus particolari, così come le informazioni sugli eventi e le pubblicazioni.

Video a cura di Gianluca Atzeni