Da Ninja Marketing al Centro di Etnografia Digitale: una certa idea di web

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Redazione

L’incontro con Alex Giordano avviene a Trento durante lo svolgimento di una delle numerose Summer School promosse dal Centro di Etnografia Digitale e da Societing, due tra le tante realtà a cui Alex appartiene. A questa edizione partecipano giovani provenienti da tutto il mondo ma qui tutti sembrano parlare una lingua sola, quella del web e della sua intrinseca potenzialità di connettore sociale.

Non è facile descrivere una figura come Giordano. Fondatore e strategic planner di Ninja Marketing, una delle realtà antesignane nel panorama del web in Italia, ed inventore con l’amico e collega Mirko Pallera del “marketing non convenzionale”; docente di Comunicazione di Impresa e Web Marketing presso l’università di Urbino; membro della facoltà scientifica del Master in “Social Media Marketing e Web Communication 2.0”alla IULM di Milano; fondatore del centro di Etnografia digitale e co-fondatore, insieme al professor Adam Arvidsson, di Societing: i “cappelli” di Giordano sono tanti e tutti prestigiosi e, come se non bastasse, lui si diverte a cambiarli continuamente, nel racconto, come nella vita.

Ma è forse questa abilità a non restare fermo troppo a lungo, mosso da una creatività eclettica e produttiva, che gli consente di non lasciarsi imprigionare da titoli, da pensieri già pensati e dalla quasi inevitabile cristallizzazione delle forme organizzate che continuamente si generano all’incrocio tra le sue tante relazioni e i suoi sempre nuovi interessi.

Con lui ci soffermiamo su uno dei suoi temi preferiti, quello sull’innovazione sociale che lo vede impegnato sia sul fronte teorico (si veda il suo impegno nella traduzione del Libro Bianco sulla Innovazione sociale) sia a livello di pratiche, e che, nel caso di Alex, non esitiamo a chiamare “innovazione generativa”. Ci riferiamo alla capacità di produrre e condividere valore sociale attraverso sempre nuove forme organizzate, accumunate dall’uso di uno strumento altrettanto sociale nella sua essenza quale è il web.

L’Italia è in ritardo su questo fronte, tuttavia anche da noi è possibile trovare pratiche avanzatissime che nascono dall’innesto della creatività e socialità italiane – mediterranee, puntualizzerebbe Giordano - sulla mobilità e contaminazione delle idee che la rete rende possibile.

Basterebbe seguire, per accorgersene, le tracce che Giordano e il suo gruppo di collaboratori hanno lasciato sul web in questi anni.

Ci proviamo, cercando di ricostruirne soprattutto i significati e quale idea di web ci sta dietro.

Anzitutto la rete è per Giordano strumento di produzione di valore, lo spazio per la creazione di nuovi immaginari, nuove relazioni, nuove opportunità professionali. Lo racconta bene l’esperienza di Ninja Marketing: da “blog” di amici che condividono una passione (ma anche una preoccupazione: la deriva individualistica che li costringe a immaginare un futuro diverso secondo l’etica cyberpunk) a effervescente impresa internazionalmente riconosciuta che a sua volta attira nuovi appassionati e produce sempre nuovi servizi e relativi spin-offs.

Non secondariamente il web è anche strumento di condivisione di un valore che viene socializzato tra coloro che ne concorrono alla creazione e trasferito ad altri – come racconta efficacemente Alex nel video – dal centro alla periferia, dal profit al non profit, dalla forma strutturata alla neonata start up. Inoltre, il web è il luogo in cui il valore “conoscenza” viene più facilmente veicolata, consentendo un’incredibile accelerazione nella redistribuzione di quello stesso sapere che in questo modo viene reso disponibile a chi maggiormente fatica ad accedervi (es. i giovani).

Il web è anche lo spazio in cui condividere interessi, preoccupazioni, progetti: il luogo in cui chi si percepisce isolato nel portare avanti le proprie idee può trovare buoni compagni di viaggio. Nascono così le proposte dedicate alla promozione del lavoro agricolo per i giovani del Sud, come il progetto “Campo di grano”.

La naturale “openness” del web è valorizzata dalle pratiche proposte da Giordano e il suo gruppo. Il web diventa qui strumento di partecipazione nella creazione di più valore, modellato da un’etica cooperativa (che accresce e valorizza) e non conflittuale (che invece sperpera energie e svilisce). E’ questo il clima che si sviluppa all’interno delle realtà create da Alex e che certamente facilita l’innovazione, oltre che garantire il benessere e l’equilibrio delle persone che vi lavorano. Anche la più recente esperienza di Societing si fa portavoce di “una logica di tipo partecipativo nella distribuzione del valore aggiunto tra tutti gli stakeholder” (dal Manifesto di Societing), rimodellando la stessa idea di marketing.

Infine, il web si rivela strumento di ricomposizione dei significati e dei valori emergenti attraverso una meta narrazione di quanto avviene al suo interno. E’ ciò che si propone il Centro di Etnografia Digitale attraverso un approccio di ricerca open i cui risultati, continuamente condivisi, aumentano la riflessività sul web e nel web.

Il senso e la direzione di lavoro che caratterizza la costellazione di esperienze organizzative, profit e non profit, sviluppatisi nel tempo attorno al gruppo di Giordano è chiara: funzionare da hub a servizio di un’innovazione sociale che è tale solo in quanto socializzata.

Per ulteriori informazioni si veda:

www.ninjamarketing.it

www.ninjacademy.it

www.etnografiadigitale.it

www.societing.org

Video a cura di Matteo Bertoli

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