Sardex | Nuovi Significati delle Relazioni Economiche

  • Sardex Srl

    Impresa

    Serramanna (Medio Campisano)

Redazione

Sardex.net è un circuito di credito commerciale nato in Sardegna a cavallo della crisi finanziaria del 2008 su iniziativa di tre amici, i fratelli Giuseppe e Gabriele Littera e Carlo Mancosu.

Preoccupati per il proprio futuro ma non di meno per quello di un’economia sempre più disancorata dalla realtà, i tre incominciano un intenso percorso di ricerca, studio e analisi. L’attenzione è rivolta ai rischi derivanti dalla finanziarizzazione dell’economia. Ci si interroga sul ruolo svolto dalla moneta e del credito per gli equilibri del sistema economico e per la dinamicità dell’impresa e si indagano possibili soluzioni. Un primo importante incontro è con l’esperienza svizzera della WIR Bank, una società cooperativa fondata nel 1934 al culmine della crisi economica del ’29 per far fronte alla scarsità di liquidità di denaro e favorire lo scambio tra imprese. La WIR Bank oggi conta nel proprio circuito circa 60.000 PMI.Un secondo contributo viene loro offerto da Keynes e dall’idea di un sistema basato sulla compensazione.

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Nel 2009 viene fondata la società e nei mesi seguenti Sardex si propone sul mercato.

Nel corso del primo anno il circuito raggiunge i 220 iscritti; nel secondo i membri sono già 450 e alla fine del 2012 si arriva ai 900. Nel 2013 sono circa 1500 le imprese sarde coinvolte. Ancora più impressionante risulta la progressione del transato: oltre 14.235.000,00 di crediti transati nel 2013. Oggi Sardex è in grado di produrre in una sola settimana l’intero transato del 2010. Altro dato di rilievo: la velocità di circolazione dei crediti è stata di 10,71 volte. L’importante progressione attesa l’elevato interesse che la proposta ha indubbiamente suscitato e continua a suscitare tra le imprese grazie ai benefici concreti che essa apporta.

Perché si aderisce al sistema Sardex? Le tante testimonianze raccolte nel sito www.sardex.net raccontano di una duplice, comune tensione. Da un lato, la mancanza di liquidità generata dalla crisi costringe molti imprenditori a rimandare, quando non ad annullare definitivamente, piccoli e grandi investimenti – l’acquisto di un nuovo macchinario o di un nuovo capannone, l’arredo di un negozio, l’adozione di un nuovo programma informatico – nel quadro di un difficile accesso al credito bancario. L’ingresso nel sistema Sardex consente alle imprese di realizzare i propri progetti, accedere ai beni o ai servizi desiderati, pur senza disporre di liquidità.

Dall’altra parte, in un momento di calo dei consumi, aderire al circuito significa aumentare la possibilità di arrivare a nuovi clienti e aumentare il fatturato.

Sardex finisce così per disegnare un nuovo spazio economico e relazionale, un “mercato parallelo” nel quale si combinano domanda ed offerta che, altrimenti, non troverebbero occasione di incontro. Il sistema poggia su un chiaro meccanismo che lo differenzia dal mercato tradizionale. Mentre in quest’ultimo, il creditore tenderà ad accumulare sempre più credito, essendo la tesaurizzazione premiata dall’interesse, nel circuito Sardex questo non avviene. Non sono infatti previsti interessi, né sulle poste attive, né su quelle passive. Queste ultime, inoltre, devono essere saldate entro 12 mesi, mentre quelle attive sono sottoposte all’inflazione, essendo l’unità di conto legata alla moneta ufficiale.

Queste due spinte, tradizionalmente contrapposte, all’interno del circuito convergono alla ricerca i un punto di equilibrio. Tutto ciò ha come risultato un incremento tangibile degli scambi commerciali a cui corrisponde una altrettanto tangibile soddisfazione di bisogni che diversamente resterebbero non corrisposti. Mentre l’infrastruttura delle relazioni commerciali si irrobustisce, si infittisce di pari passo quella sociale: gli incontri commerciali instaurano relazioni tra le persone; la conoscenza e la fiducia tra le persone incentiva lo scambio economico. “Qui si è trattato di immaginare un’unità di conto che semplicemente misurasse debiti e crediti all’interno di una comunità sostanzialmente sostenuta da due cose. E sono queste due cose che sostengono il valore e fanno da sottostante al Sardex!” – racconta Carlo Mancosu – “Da un lato la fiducia reciproca che si genera. Noi di Sardex siamo un po’ la sinapsi che collega i vari nodi. C’è la fiducia del singolo verso la comunità e la fiducia della comunità verso il singolo. Dall’altra parte, non meno importante, è la capacità di produrre valore delle imprese. In una realtà come quella odierna che è sempre più orientata verso il sistema finanziario e quindi ad uno scollamento tra gli asset di valore virtuali e l’economia reale, Sardex ripropone la connessione tra il mezzo di scambio e i beni e i servizi che sono il suo sottostante”.

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“Abbiamo imprese che in questo momento hanno forti difficoltà a mantenere inalterati gli organici… Quando un’impresa incomincia a licenziare vi sono danni economici e sociali per tutta la comunità. Il potere di acquisto viene a mancare, la domanda si depotenzia e questa impatta sulla produzione che diminuisce e rende necessari altri licenziamenti” – continua Mancosu – “Sull’altro fronte la carenza di liquidità delle imprese significa anche una riduzione dei contributi monetari ai dipendenti in termini di benefit, bonus, etc. Dunque meno incentivi. E noi sappiamo quanto questi siano importanti anche dal punto di vista motivazionale, oltre a costituire un integrazione del reddito.

A questo punto abbiamo immaginato che potessero essere espressi in Sardex sia questi incentivi sia eventuali anticipazioni sulle distribuzioni future, ad esempio nel caso di una spesa improvvisa del lavoratore. Siamo andati oltre la divisione tra imprenditore e lavoratore, in un segmento, quello della piccola impresa, in cui la vita dell’uno è evidentemente legata alla vita dell’altro”. Molti altri progetti sono in cantiere. Tutti vanno nella direzione di un ampliamento della sperimentazione del circuito a nuovi ambiti della vita economica e sociale. Ad oggi il Sardex si è dimostrato una strumento capace di riattivare fiducia, di movimentare gli scambi, di creare relazioni.

L’idea si è velocemente propagata in Sicilia, Piemonte, nel Triveneto, nel Sannio, evidenziando una interessante tendenza dei circuiti a ripercorrere, più che confini amministrativi, immaginari più profondi, legati alla tradizione e ad identità antiche che portano a ridisegnare comunità e territori. “Ritroviamo in tutti il desiderio di ripristinare quei rapporti che fino a poco tempo fa erano la normalità… oltre questa estrema atomizzazione, questo vivere da monadi” – conclude Carlo “Con il Sardex volevamo uno strumento che fosse in grado di riallacciare le relazioni. Soprattutto volevamo creare un circolo virtuoso, una nuova catena del valore che faccia sì che le relazioni umane possano diventare relazioni economiche e che le relazioni economiche non smettano di essere anche relazioni umane…” Il Sardex non si pone come moneta alternativa, bensì come spazio complementare che va ad allargare e a risignificare lo spazio delle relazioni economiche che sono sempre anche relazioni sociali.Esso, però, non può non costituire un elemento di comparazione e di inevitabile riflessione. Sul modello di mercato e sul ruolo della moneta. Sulla qualità delle nostre relazioni e sulla nostra idea di sviluppo.

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