CASERMARCHEOLOGICA |Futuro nel passato

CasermArcheologica è uno spazio rigenerato e restituito alla comunità all’interno di un palazzo storico nel centro del borgo rinascimentale di Sansepolcro, in provincia di Arezzo.

  • CasermArcheologica

    Associazione

    Sansepolcro (AR)

Redazione

Nel centro storico di Sansepolcro – borgo rinascimentale di circa 16.000 abitanti collocato nella Valtiberina - è situato Palazzo Muglioni. Di origine medioevale, l’edificio ha conosciuto nel corso dei secoli alterne vicende, identità, funzioni e proprietà, da casa nobiliare a salotto culturale della borghesia locale, fino a diventare caserma del Corpo dei Carabinieri. Questo fino agli anni Novanta, quando, a seguito del suo abbandono, conosce un progressivo declino.

Nel 2013 Ilaria Margutti, artista e docente di storia dell’arte, in accordo con l’amministrazione locale che ha in comodato l’edificio di proprietà della Provincia di Arezzo, coinvolge alcuni suoi studenti liceali in un’azione di riappropriazione e riqualificazione del palazzo, a cominciare dalla sua pulizia.

La sfida è raccolta. Prende forma un primo nucleo di giovani che, dopo aver avviato una prima sistemazione di alcune delle stanze, si lascia catturare dalla potenza ispiratrice del luogo e incomincia ad “abitarlo”. La ex-caserma diventa luogo di ritrovo e di ricerca, ispirazione e sperimentazione artistica.

01 Opera Di Alessandra Baldoni
02Opera Di Alessandra Baldoni
04 Spazio Caserma Ingresso Ph

Il nome scelto per questo spazio rigenerato – CasermArcheologica – traduce bene lo spirito con cui prende avvio l’iniziativa: la riscoperta del passato è premessa per un’altra apertura, quella della ricerca di sé e del loro futuro dei ragazzi e, insieme, del futuro dell’intera comunità attraverso i tanti linguaggi dell’arte.

L’ingresso nel gruppo di Laura Caruso, progettista sociale, consente di dare ulteriormente corpo all’intuizione e ad ampliare il portfolio delle attività.

Il percorso di sviluppo dell’esperienza sembra interrompersi nel 2015, quando lo spazio viene ritenuto inagibile a causa dell’inadeguatezza dell’impianto elettrico. L’evento, che inizialmente sembra decretare la fine di una “utopia possibile”, si rivelerà, invece, un punto di volta, poiché costringerà il gruppo a ripensarsi, guardare al lungo periodo e ricercare una propria sostenibilità. Mettendo a sistema le esperienze, Caserma riparte anche grazie al riconoscimento con il bando Culturability di Fondazione Unipolis.

Nel 2016 nasce l’Associazione CasermArcheologica composta di 9 soci fondatori e sostenuta da un numeroso gruppo di studenti. All’associazione viene affidato in gestione Palazzo Muglioni.

Il nome scelto per questo spazio rigenerato – CasermArcheologica – traduce bene lo spirito con cui prende avvio l’iniziativa: la riscoperta del passato è premessa per un’altra apertura, quella della ricerca di sé e del loro futuro dei ragazzi e, insieme, del futuro dell’intera comunità attraverso i tanti linguaggi dell’arte.

L’ingresso nel gruppo di Laura Caruso, progettista sociale, consente di dare ulteriormente corpo all’intuizione e ad ampliare il portfolio delle attività.

Il percorso di sviluppo dell’esperienza sembra interrompersi nel 2015, quando lo spazio viene ritenuto inagibile a causa dell’inadeguatezza dell’impianto elettrico. L’evento, che inizialmente sembra decretare la fine di una “utopia possibile”, si rivelerà, invece, un punto di volta, poiché costringerà il gruppo a ripensarsi, guardare al lungo periodo e ricercare una propria sostenibilità. Mettendo a sistema le esperienze, Caserma riparte anche grazie al riconoscimento con il bando Culturability di Fondazione Unipolis.

Nel 2016 nasce l’Associazione CasermArcheologica composta di 9 soci fondatori e sostenuta da un numeroso gruppo di studenti. All’associazione viene affidato in gestione Palazzo Muglioni.

09 Diari Delle Studentesse Del Liceo

Quello di Caserma è un luogo di educazione e formazione, all’interno del quale i giovani sono accompagnati a definire la propria traiettoria professionale e esistenziale.

I giovani, a Caserma, sono dunque fruitori ma non di meno produttori e critici: le loro opere - diari, fotografie, installazioni, progetti artistici - trovano in Caserma uno spazio/tempo sufficientemente vuoto per raccontarsi e dialogare con la ricerca di altri.

La generatività dell’esperienza è da intravedersi soprattutto nella capacità di abilitare il desiderio dei giovani all’interno di una storia che chiede di essere presa tra le mani e riportata alla vita.

E’ proprio la scelta dell’imperfezione del luogo – il palazzo non è stato volutamente sistemato nella sua totalità e ad oggi resta apparentemente inconcluso – ad “autorizzare” i giovani alla ricerca e all’iniziativa. E’ attraverso questa operazione di rinuncia alla perfezione, al controllo, alla predeterminazione di Caserma che l’accompagnamento può diventare “soggettivazione generativa”.

Oggi Caserma è alla ricerca di una non facile sostenibilità. Essa si fa portatrice di una domanda che riguarda molti luoghi, in Italia: “Di chi è l’eredità che viene dal passato? A chi tocca la responsabilità di custodire questo valore?”

Caserma prova a rispondere riannodando i fili spezzati tra individuo e comunità, tra responsabilità del passato e immaginazione del futuro.

Per info: http://www.casermarcheologica.it/