COMAC | Un'impresa con le persone al centro

  • COMAC

    Impresa

    Bonate Sotto (BG)

Redazione

COMAC è un’azienda nata negli anni ’90 a Bonate Sotto, un paese della provincia bergamasca.

Due coppie di fratelli, Giorgio e Fabio Donadoni e Marco e Giuseppe Scudeletti, tra loro amici dall’infanzia, fondano l’impresa e la fanno crescere.

Oggi condividono la vita e i destini dell’azienda 130 collaboratori.

Negli anni COMAC ha acquisito una posizione di leader mondiale nel settore degli impianti automatizzati di imbottigliamento e infustamento. L’azienda lavora su commesse ad elevato grado di customizzazione: ogni impianto è progettato e sviluppato con perizia e accuratezza sulla base delle esigenze produttive di ogni singolo cliente e di ogni tipo di prodotto.

Grandissimo spazio viene offerto all’innovazione tecnologica. Nel 2005 nasce il reparto Ricerca e sviluppo che consentirà alla COMAC di affermarsi nel campo dell’infustamento ad alta velocità permettendo all’azienda di attirare l’interesse di grandi clienti a livello internazionale.

Il fatturato nel 2017 raggiunge i 32,1 milioni di euro, sostenuto significativamente dall’export (95%), con una presenza globale davvero capillare, dal Myanmar all'Oceania, dal Canada all'Argentina, dall'Europa alle Americhe. Tra i principali clienti di COMAC ci sono Heineken, AB-InBev, CocaCola, Carlsberg, SABMiller, GrupoModelo, Cuauhtémoc Moctezuma, EFES Group, Mahou San Miguel, Bavaria, Baltika, MillerCoors.

Ma la crescita dell’azienda è in costante mutamento: nel luglio di quest’anno la COMAC è entrata a far parte del gruppo CFT di Parma, contribuendo a favorire un consolidamento del posizionamento competitivo nel business di riferimento.

Soci Comac

La COMAC ha scelto di essere un’impresa che non solo lavora con la testa – come testimonia il successo delle strategie di crescita e posizionamento sul mercato adottate in questi anni – ma anche con il cuore. COMAC dimostra che questi due aspetti non solo non sono antitetici, ma si alimentano reciprocamente. Ciò è visibile nell’approccio adottato nella gestione delle risorse umane.

L’attenzione alle persone è nel DNA dell’impresa, a partire dalla storia personale e dai valori dei suoi fondatori. Questa vocazione alla imprenditorialità responsabile nei confronti dei propri uomini è divenuta con la crisi del 2008 chiara opzione strategica e policy aziendale perseguita con grande determinazione, nonostante i non sempre facili allineamenti interni.

Con la crisi del 2008, infatti, il fatturato precipita da 21 a 9 milioni di fatturato. Gli impatti si fanno sentire dolorosamente, ma la buona patrimonializzazione e la scelta di investire gli utili nell’impresa, con remunerazioni modeste agli amministratori, consentono all’azienda di affrontare bene il colpo. E’ però molto chiaro a tutti, in azienda, che il mondo è cambiato e che bisogna cambiare se non si vuole restare indietro.

La scelta è stata quella di puntare tutto sulla squadra: un team qualificato è la via più diretta per arrivare ai migliori risultati.

Bruno Al Lavoro
IMG 3451
IMG 3590

Ciò detto, come attrarre il meglio? E come, soprattutto, trattenerlo a Bonate Sotto?

Incomincia così un percorso di ricerca e sperimentazione, guidato da Giuliana Rossini, oggi responsabile del personale, che consentirà a COMAC di mettere a punto una policy all’avanguardia nel campo di selezione, gestione e sviluppo della risorse umane, nella convinzione che queste sono la maggiore ricchezza di una impresa.

Le principali azioni intraprese riguardano interessanti servizi “salva tempo”, tra questi, il servizio tintoria, il ritiro della spesa in azienda, la palestra e pausa sportiva, corsi d’inglese per i dipendenti. Fra gli ultimi servizi previsti, in attesa di essere presto attivato, c’è il maggiordomo aziendale cui poter delegare piccole incombenze.

In questo modo il collaboratore può utilizzare al meglio il proprio tempo, fuori dal lavoro, per seguire passioni e priorità personali e familiari, una serenità che ha poi dei ritorni anche nel basso livello di turnover aziendale, nel clima organizzativo, in una maggior produttività.

L’attenzione alle risorse umane si traduce anche in un accompagnamento mirato delle persone fin dalla loro selezione. Per ogni collaboratore viene sviluppato un piano di crescita, dove formazione continua, esperienze, opportunità di miglioramento professionale interno che intrecciano competenze tecniche e competenze trasversali.

Numerosi i riconoscimenti raggiunti, tra i quali il premio Welfare Index PMI, dove si aggiudica il primo posto nel settore Industria, posizionandosi tra le 38 migliori aziende con il miglior rating possibile per le politiche di Welfare aziendale.

Corso Inglese Outdoor
DSC 5684 A
DSC 9221

In cosa Comac può dirsi generativa?

Nell’assenza di una logica di esclusivo e mero efficientamento. In COMAC queste scelte partono dalla consapevolezza dell’importante ruolo sociale dell’impresa che, se preleva risorse dal territorio, è tenuta circolarmente a restituire e contribuire al bene di tutti. Qui obiettivi economici si innestano e rinsaldano in profonde motivazioni etiche e in precise scelte antropologiche. Si cresce solo insieme ad altri, nel lungo periodo, e solo se si tengono legate le tante dimensioni della vita - buone relazioni, il piacere di fare bene il proprio lavoro, il benessere psicofisico, la famiglia, la crescita personale, il volontariato, il divertimento, la natura.

COMAC dimostra che perseguire insieme obiettivi economici e finalità sociali non solo è possibile ma anche fruttuoso, per l’impresa, i collaboratori e il territorio; che è possibile crescere da soli e che la prosperità è l’esito finale di un agire economico socialmente orientato e eticamente sostenuto.

COMAC è un esempio generativo in ragione dell’assunzione di una visione sostenibile e responsabile del fare impresa. Un’impresa concepita come un percorso, una nave in viaggio la cui rotta va orientata quotidianamente con l’umiltà dettata da un punto nave che non fa sconti ma che aiuta a non smarrirsi nell’Oceano e a non pagare (e far pagare agli altri) prezzi troppo elevati. È questo il compito dell’imprenditore: consultare la bussola della responsabilità per farsi garante dell’esito del viaggio e condurre tutti in salvo.