I Circoli di R-Esistenza I Resistere (o esistere) con senso

Redazione

I Circoli di R-Esistenza nascono nel 2013 come esigenza dettata dell’esperienza di “Molte fedi sotto lo stesso cielo”, rassegna sul pluralismo religioso promossa dalle Acli di Bergamo. Dinanzi ai cambiamenti che iniziavano a interessare il territorio nazionale, intuendo che presto il Paese sarebbe stato abitato da donne e uomini di fedi e culture diverse, le Acli di Bergamo studiano una strada per offrire alla città anche solo alcuni antidoti affinché la paura non fosse la sola chiave per leggere tale trasformazione.

Nasce così “Molte Fedi sotto lo stesso cielo”, un tentativo di offrire una grammatica delle fedi e delle culture altre, attraverso cui immergersi in occasioni per andare al cuore della propria esperienza spirituale. Caratterizzato da incontri fra diverse comunità religiose, si trasforma progressivamente in momenti di confronto fra pensanti, coloro che pur non appartenendo a una confessione religiosa, cercano di leggere con intelligenza il proprio tempo.

Il successo dell’iniziativa è esponenziale, ma per non incorrere nella stagnazione le Acli si propongono una rilettura critica dell’operazione culturale proposta. Per non aderire alla corrente di consumismo culturale propria del contemporaneo, si rende necessario un ripensamento della rassegna per andare a rispondere non solo alla vastità ma anche alla profondità delle esigenze contestuali.

Le Acli si rendono conto di dover ampliare il proprio sguardo oltre la città di Bergamo, per poter includere il tessuto limitrofo della provincia. Almeno due decenni di impoverimento culturale avevano provocato il diradamento dei soggetti in grado di produrre occasione di interpretazione del reale. Occorreva pensare a una formula capace di riaccendere dei focolari multipli di riflessione locale.

Nascono così i Circoli di R-Esistenza, giunti oggi alla VII edizione. I circoli sono cenacoli di persone, guidati da facilitatori, che liberamente decidono di incontrarsi, almeno quattro volte all’anno, per riflettere insieme intorno a un testo usato come strumento per far riaffiorare un tema cardine che cambia di anno in anno. Per questa ragione, per ciascuna edizione, viene commissionato ad autori di spicco del panorama socio-culturale italiano un libro in grado di affrontare la tematica stabilità per l’edizione in corso. Ad oggi, autori come Enzo Bianchi, Lidia Maggi, Silvano Petrosino, Carlo Petrini, hanno contribuito alla riflessione portata avanti dai Circoli attraverso la creazione di testi e contesti di riflessione condivisa.

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Dal 2013 sono 190 i circoli nati in molte località della provincia di Bergamo. Recentemente, anche Lecco, Milano e Monza hanno visto la nascita dei propri Circoli. La rete di persone attivate ha raggiunto numeri esponenziali, contando circa 1.300 persone coinvolte ogni anno, raccolte in 120 circoli diffusi sul territorio e attivi in contesti socio-culturali di differente natura: istituti scolastici, associazioni, biblioteche, carceri, case di riposo, cooperative, gruppi d’acquisto solidale, parrocchie, gruppi di amici o colleghi.

I Circoli di R-esistenza sono generativi per via della propria natura ontologica e del proprio peculiare processo evolutivo. Se la prima trova esplicazione nell’essenza che li configura come occasioni di incontro nate dal desiderio di contribuire alla formazione di una terra all’insegna della convivialità della differenze, il secondo trova coerenza generativa nella capacità di evolvere e trasformarsi davanti alle contingenze suggerite dal presente, liberandosi dalle derive stagnanti.

Rispondendo, dunque, con coerenza al desiderio di offrire un punto di vista circa le trasformazioni del proprio tempo, i Circoli si pongono come “terre di mezzo” in grado di costruire percorsi di dialogo e incontro. Configurandosi come spazio di soglia, in grado di accogliere le diversità, i Circoli ribaltano gli schemi di centralità ricreando capacitazione diffusa in territori plurali, investendo generazioni differenti, riattivando canali mediante cui lasciar sgorgare sorgenti da cui attingere per avere orizzonti di lettura del confuso presente.

Inoltre, abbattendo la logica dell’incontro formale, i Circoli mettono in campo un approccio seminariale in grado di veicolare differenti fattori. Primo fra tutti, la soggettività del tema dell’esistenza che ciascuno è tenuto a condividere in quanto responsabile della propria azione e partecipazione; non da meno, e diretta conseguenza, il grande tema delle relazioni che si caratterizza mediante una costante ricerca che è insieme, una ricerca che gode di una compagnia, di dialogo, di concretezza, ma anche di astrazione; la cura, data dalla volontà di comunicare, mettere in comune la sapienza dell’esperienza, che configura i Circoli non come incontri letterari ma come qualcosa di vivo e umano.

Non da meno, a partire dal proprio nome, i Circoli si configurano come incubatori di relazioni metastabili in una stagione in cui si è ri-chiamati ad esistere e resistere, a diventare di nuovo protagonisti della propria vita, a dare nomi e volti alle paure per camminare verso una convivialità del cambiamento.