COSTELLAZIONI
27 Aprile Apr 2017 1434 2 years ago

Lo struzzo e la sabbia

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Se non ricordo male, credo di aver scritto il primo articolo pubblico sulla “questione demografica” in Italia, nel 1997. Venti anni fa.

Sono spesso tornato sull’argomento, accentuandone dimensioni diverse e facendo proposte concrete.

Nel frattempo sono successe molte cose nella società. A cominciare dall’espansione del fenomeno del badantato per finire con gli anziani che se ne vanno a trascorrere l’ultima parte della loro vita all’estero. Per non dire di una attenzione sempre più accentuata del tecno-business a questa categoria specifica di persone.

Solo alcuni accenni per sottolineare che il fenomeno del sensibile e costante invecchiamento della popolazione è sotto gli occhi di tutti e nella vita di tutti.

Ma non c’è solo l’invecchiamento, c’è anche l’allungamento della vita biologica. Vivono più a lungo i malati cronici, i disabili, le persone che soffrono di malattie neurologiche.

L’allungamento comporta radicali trasformazioni nella percezione della nostra esistenza e comporta evidenti conseguenze nelle forme di vita e di socialità.

L’invecchiamento complessivo della popolazione si realizza anche per la contrazione avvenuta sul versante delle nascite.

Sarà per questo che qualche settimana fa ho provato l’ennesimo senso di estraneamento nel leggere e ascoltare i commenti ai dati ISTAT sulla popolazione italiana.

Forse sono stato sfortunato o distratto ma ho ascoltato molte banalità.

Se solo si prendesse questo dato strutturale che ci consegna la realtà, ci sarebbe da impostare un intero progetto politico, economico, sociale e culturale.

Chissà, forse gli interessi corporativi in campo sono così tanti ed intrecciati che nessuna istituzione e nessuna rappresentanza si sente investita da una responsabilità di trasformazione radicale nella riflessione e nelle proposte di intervento.

Basterebbe solo un dato: tra pochissimi anni (10-15) ci ritroveremo “improvvisamente” in una società in cui gli over 65 avranno superato numericamente gli under 25 !!!

Ed il processo sin ora è stato attenuato dal fenomeno migratorio…

Non c’è solo una dimensione economica (come staremo in piedi dopo aver consumato tutti i patrimoni, con un tasso di disoccupazione giovanile che viaggia intorno al 40%?).

Cosa è la speranza in una società vecchia? Come vivranno concretamente quotidianamente milioni di persone fragili?(Perché al di là delle fantasie sui super poteri, la vecchiaia è fragilità).

Potrei continuare a lungo.

Se la vita è benedizione c’è da chiedersi onestamente come si fa a benedire in queste condizioni? Come ci si sta preparando? Che passi stiamo facendo?

Il nostro welfare si gioca prevalentemente partendo da una robusta assunzione di responsabilità di quanto la realtà da ormai due decenni ci mostra in modo sempre più evidente.

Ascoltiamo dunque e mettiamoci con buona volontà, senza paura ( o ascoltando intelligentemente le nostre paure senza temerle) a trasformare le forme della cura, il nostro modo di abitare e soprattutto ad educarci a nuove forme di relazione.

C’è molto di buono da fare se non continueremo a nascondere, come gli struzzi, la testa sotto la sabbia.