Body Le Isole Di Wendy Milano Secondo Welfare Eleonora Maglia
25 Maggio Mag 2017 1328 4 months ago

Work-life balance, crowdfunding civico e sharing knowledge: a Milano crescono Le Isole di Wendy

Di

Eleonora Maglia

da Secondo Welfare, 12 maggio 2017

Le Isole di Wendy è un'iniziativa di conciliazione vita lavoro "collaborativa", orientata ad alimentare la socialità e attivare iniziative ricreative e culturali.

Realizzata anche grazie al ricorso al crowdfunding civico, Le Isole di Wendy sviluppa soluzioni articolate ad un tema molto attuale, avvanlendosi delle logiche di rete e della attivazione delle comunità interessate. In poche parole Le Isole di Wendy promuove una idea positiva e attiva di maternità che si basa su un'impostazione knowledge sharing orientata alla realizzazione iniziative a tutto tondo sul tema del work-life balance: interventi dedicati alla formazione e all’orientamento professionale; la condivisione e al mutuo aiuto per la conciliazione vita lavoro famiglia; l’assistenza psicologica e alle attività culturali e ricreative. Unisce, insomma, molte interessanti caratteristiche positive.

La prima Isola è sorta a Milano nell'estate del 2016, ma tra pochi giorni se ne nasceranno ben altre sette. Di queste e di molte altre questioni abbiamo parlato con Francesca Savi, Project Manager di Milano Sei l'Altro.

Volete auto-presentare ai lettori di Percorsi di Secondo Welfare il progetto Le Isole di Wendy: da chi è composto e come è avvenuto l’avvio?

Il progetto Le Isole di Wendy si colloca tra le attività che sono nate e maturate all’interno del Bando Welfare in Comunità e Innovazione Sociale di Fondazione Cariplo ed è promosso da una rete di soggetti della città di Milano, rete che comprende imprese sociali – cooperative sociali, un consorzio di cooperative, un centro medico partecipato al 100% da imprese sociali, una fondazione di ricerca e il Comune di Milano – Assessorato alle Politiche Sociali.

Nasce da una spinta dal basso frutto della volontà di un gruppo di mamme del quartiere San Luigi (Municipio 4) di darsi risposte nuove rispetto al bisogno di trovare e mantenere un equilibrio tra vita lavorativa e gestione dei figli e del tempo libero, proprio e della propria famiglia. Un bisogno diffuso, cui tante mamme con bambini cercano, spesso in solitudine, di trovare soluzione, un bisogno che in questo caso è stato condiviso e cui una comunità (la rete territoriale del quartiere) e una struttura fisica già esistente (Circolo Acli Terre e Libertà) stanno contribuendo a dare risposta. Il problema del singolo spesso si trasforma in spunto/risorsa per altri che vivono una situazione analoga e socializzare bisogni, pensieri e risorse rende possibile dare risposte innovative e inedite a quelli che sembravano problemi individuali.

Le Isole di Wendy sono state quindi il primissimo prototipo di questo modello di lavoro che guida l’intero progetto Milano Sei l’Altro e che vede nella comunità (sia essa rappresentata da singoli, associazioni, realtà aziendali) la risorsa fondamentale per ripensare e generare nuove soluzioni a bisogni legati all’equilibrio vita-lavoro-famiglia. Le Isole di Wendy, inoltre, è anche uno dei progetti, con finalità pubblica e sociale, selezionati all’interno dell’iniziativa Crowdfunding civico, promosso dall’Assessorato allo Sviluppo Economico e dall’Assessorato delle Politiche Sociali, in virtù del quale il Comune di Milano ha finanziato 22 iniziative che sono riuscite a raccogliere dai cittadini almeno metà delle somme necessarie alla loro effettiva realizzazione.


Da partecipanti, potete raccontare ai nostri lettori quali sono state le fasi del bando sul crowdfundig civico e come si è svolta la procedura?

La nostra decisione di partecipare al bando è scaturita dal fatto che nell’ambito del progetto Milano Sei l’Altro si stava lavorando in due municipi di Milano - 4 e 6 - con l’obiettivo di co-produrre, insieme a soggetti del territorio, nuove ed inedite risposte ai bisogni di conciliazione dei cittadini. Contemporaneamente, nel quartiere San Luigi (Municipio 4) un gruppo di mamme con bambini in età scolare, si stava proprio interrogando rispetto alla possibilità di mettersi in gioco, ognuna con le proprie competenze, per dare vita ad un luogo dove poter stare con i propri bambini e allo stesso tempo trovare occasioni di socializzazione con altri genitori e amici, e dove poter fruire di (o offrire) servizi in risposta alle esigenze della comunità (ad esempio lo sportello legale).

Data la coincidenza tra gli obiettivi del nostro progetto e l’iniziativa delle mamme del quartiere, abbiamo deciso di intraprendere insieme un’avventura che è durata 50 giorni e che ha visto la realizzazione di una campagna di comunicazione online volta a diffondere il progetto e il modello che sottende ad esso, non solo nel quartiere, ma nell’intera città. Parallelamente, abbiamo realizzato 18 eventi sul territorio – di natura culturale, sociale, ludico-creativa – che ci hanno consentito di trovare un gruppo di donatori che hanno voluto credere, insieme a noi, in questo progetto e supportarci attraverso la campagna di crowdfunding.


Con Le Isole di Wendy avete convinto l’amministrazione comunale e i cittadini, ottenendone la fiducia e i finanziamenti (la quota raccolta, pari a 30.000 euro, copre infatti il 100% dei fondi richiesti, nda): quali sono le caratteristiche distintive su cui avete puntato e che vi hanno assicurato tanto successo?

Le Isole di Wendy vuole farsi portavoce di alcuni dei bisogni del mondo femminile e offrire soluzioni condivise e inclusive. Il progetto promuove un modello che si fonda sulla partecipazione attiva di donne che stanno affrontando diverse fasi della maternità e che non vogliono più essere mere utenti di servizi, in cui spesso non si riconoscono o che soddisfano solo parzialmente le loro esigenze, ma che vogliono svolgere un ruolo attivo nelle definizione dell’offerta, mettendosi in gioco e partecipando alla costruzione delle risposte più adeguate alla propria situazione e a quelle altrui. Per far sì che ciò avvenga, stiamo costruendo una rete sempre più fitta di soggetti sul territorio, promuovendo occasioni di collaborazione che si rifanno anche al modello della sharing economy, affinché si creino le condizioni per consentire alle donne che si rivolgono a noi di (ri)costruire il proprio capitale professionale, relazionale e culturale. Siamo infatti convinti che la condivisione possa rivoluzionare il modo di agire, di relazionarsi e di imparare delle donne nella comunità, innescando virtuosismi preziosi non solo per gli abitanti del quartiere ma per l’intera città.

In particolare, l’innovazione passa anche attraverso la reinterpretazione e riqualificazione degli spazi: grazie alla collaborazione con IPSIA, che gestisce con i suoi volontari il Circolo ACLI Terre e Libertà di via Don Bosco 7, la sfida che abbiamo proposto e su cui ci è stata data fiducia, è quella di restituire alla comunità alcuni luoghi riconosciuti del quartiere - come farmacie, centri medici, ma anche bar - e farli tornare ad essere spazi di aggregazione, riconoscimento e scambio tra cittadini, con la possibilità aggiuntiva di poter gestire i bisogni dei propri figli piccoli - ad esempio allattamento, cambio pannolino e area giochi - con tutto il comfort possibile.

In questi mesi, intercorsi tra il termine della campagna di crowdfunding e la conclusione dei lavori di ristrutturazione del Circolo nella logica della prima Isola di Wendy, abbiamo lavorato con la comunità - cittadini, esercizi commerciali, organizzazioni del privato sociale - per dare vita a quello che sin dall’inizio è stato immaginato come un arcipelago di Isole, in modo tale da poter dare seguito a quel “sogno”. Si è lavorato, insieme al Circolo ACLI Terre e Libertà, per far diventare quel luogo, già forte di una vocazione di grande apertura al territorio, la prima Officina Territoriale del progetto Milano Sei l’Altro. Nel frattempo, all’interno della prima Isola c/o il Circolo Terre e Libertà è stato avviato un primissimo percorso di empowerment femminile.

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