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3 Luglio Lug 2017 1153 2 months ago

RAGAZZE, CORSA E COMUNITA’

Ossia un bel modo per avvicinare le ragazze alla presa di coscienza del sé, dei limiti, delle potenzialità in un mondo comunitario che ha bisogno anche e soprattutto di loro

Di

Marzia Ravazzini

“Proprio nello sforzo enorme e coraggioso di vincere la fatica riusciamo a provare, almeno per un istante, la sensazione autentica di vivere. Raggiungiamo la consapevolezza che la qualità del vivere non si trova in valori misurabili in voti, numeri e gradi, ma è insita nell’azione stessa,

vi scorre dentro”.

Murakami Haruki

E’ una primavera molto piovosa e fredda.

Sono sotto il porticato della scuola e sento una voce indirizzata a me: “Vuoi fare la coach per correre con le ragazze?”: è una veloce domanda, una tra le tante che ci scambiamo noi mamme in attesa e attraverso il mio sì mi ritrovo all’interno di un bellissimo programma di sport e comunità.

“Vai sul sito ” - prosegue questa mamma caparbia e concreta – “ e completa tutto il percorso per l’iscrizione, sia tua sia quella della bambina” e così alla sera navigo e scopro il mondo di GOTR, ossia Girls On The Run.

Il programma nasce ormai 10 anni fa, nel Nord Carolina, precisamente a Charlotte per opera di 13 coraggiose ragazze, poi 26, e poi ancora 75 capitanate da Molly Parker e Dory Luke.

Ciò che è partito da una piccola scuola di provincia è diventato un’associazione internazionale, con oltre 200 comitati in tutti i 50 Stati americani e all’interno del distretto di Colombia e la partecipazione di oltre 1 milione di ragazze.

Di questo programma hanno parlato testate autorevoli del settore quali People, Runner’s World, Redbook, Women’s Day, O Magazine, Women's Running, SELF Magazine, Glamour, Shape, Marie Claire, Parenting, Running Times, CNN, MSNBC, ABC News, NBC News, NPR, ESPN and FOX Sports, anche attraverso il coordinamento con partners nazionali validi quali Athleta, Cigna, FOX Sport Supports, Gamma Phi Beta and SmartWool.

La corsa – running - è uno degli sport più popolari e diffusi a livello mondiale; solo negli USA, più di 64 milioni di persone hanno fatto jogging e running nel 2016, secondo quanto riportato da statistica.com e questo ci fa pensare che non sia troppo innovativo pensare ad un corso di running per le ragazze.

Gli ultimi dati - anno 2015, raccontano di più di 100.000 volontari che hanno corso e partecipato per oltre 185.000 ragazze partecipanti.

Ciò che resta innovativo è il messaggio culturale e la partecipazione volontaria, che negli anni è cresciuta a tal punto da coinvolgere quasi un milione di persone.

GOTR ha una missione davvero preziosa: ispirare ogni ragazza ad essere gioiosa, in salute e sicura di sé, divertendosi attraverso un percorso educativo che possa integrare creativamente la corsa con i bisogni e le differenze di ogni partecipante.

Alla base c’è il desiderio e la profonda convinzione per cui può esistere un mondo dove ogni ragazza si conosca e attivi il suo potenziale senza limite, sentendosi libera di raggiungere i propri sogni. “ Noi crediamo che ogni ragazza possa abbracciare se stessa, possa definire che cosa intende essere, possa affrontare ogni sfida e possa così cambiare anche il mondo”, mi dice Amy, manager pubblicitaria e coordinatrice del nostro quartiere, all’incontro formativo organizzato a casa sua, davanti a qualche stuzzichino e a due gatti sonnacchiosi.

Sono parole forti, che sembrano volare molto alto.

Da queste, però, si traggono valori concreti, che il programma mette in evidenza e che affronta in ogni incontro:

Empowerment, Responsibilità, Intenzionalità, Diversità, Connettività Gioia, Ottimismo, Gratitudine, Nutrimento, Salute, Cuore disponibile, Compassione.

Il programma, infatti, prevede di lavorare per portare avanti questi grandi obiettivi, in tutto il paese:

  • far riconoscere alle ragazze il proprio potere e la propria responsabilità nel prendere decisioni;
  • insegnare ad accogliere le differenze di ognuna e cercare la forza nelle similitudini;
  • insegnare ad esprime gioia ottimismo e gratitudine con le proprie parole, e i propri pensieri ed azioni;
  • insegnare a coltivare la propria salute fisica, emotiva e spirituale;
  • essere leader capaci di avere un cuore aperto e assumere intenti positivi;
  • lottare per se stesse e gli altri.

In che cosa consiste esattamente?

Un piccolo gruppo di 10-12 ragazze al massimo, del 3 -4 e 5 anno delle elementari, si ritrovano due volte a settimana, alla mattina prima dell’inizio delle lezioni, o subito dopo scuola, per correre e per vivere assieme 75 minuti.

In totale 20 incontri, 10 settimane di parole, sorrisi, esercizi e corsa, capitanate da un coordinatore e tre coaches volontari, scelti tra genitori o amici di genitori della scuola, che si sono preparati.

Non occorre essere esperti corridori, o atleti professionisti, bisogna solo iscriversi e iscrivere le proprie ragazze, dopo di che chi vuole essere coach/ allenatore deve seguire un corso di preparazione online, con 8 moduli teorici e di simulazione pratica, assieme ad un corso di 4 ore, in persona, in una precisa località indicata di volta in volta a seconda del quartiere della scuola/ contea.

L’atmosfera del gruppo la crea la circostanza e la natura, con le sue condizioni atmosferiche, pioggia, vento o sole che siano, assieme alle luci della mattina o il caldo pomeridiano con il suo giallo dorato.

Ci sono giornate lente, e giornate piene di energia e di spirito; le ragazze sono solitamente allegre e chiacchierone. Si scambiano commenti sulle diverse attività che faranno a scuola o sul programma che hanno visto alla televisione, ma poi si mettono in cerchio, generalmente sedute e rivolgendo gli occhi al coach, mostrano chiaramente la loro voglia di iniziare.

La struttura dell’incontro è fissata; le lezioni vanno preparate e c’è sempre una borsa viola e nera con la scritta GOTR che gira tra noi, con la carte d’identità compliate e decorate da ogni partecipante alla prima lezione, con i pennarelli, i cartelloni, i coni, le palline, gli elastici e quant’altro sia utile, assieme alle indicazioni degli esercizi da fare.

Il curriculum del programma è ben strutturato, con la preparazione esplicitata e un manuale di oltre 90 pagine che dettaglia lezione per lezione i temi da affrontare, e lo scandire di ciascuna lezione, sia nel saluto di benvenuto, che nel ripasso del tema precedentemente affrontato, dalla costruzione degli esercizi di riscaldamento e stretching, fino alla vera corsa – con il progredire degli obiettivi rispetto la tempistica/ o distanza da percorrere – e il rilassamento con compiti a casa finali, siano quest’ultimi di pensiero oppure pratici di educazione fisica.

In sintesi vale la pena ricordare le tre parti principali del programma (tratto dal manuale Curriculum, version 3, published by Girls on the Run® International 2014):

1. comprendere se stesse (self care, self awareness and knowing self), con accenti posti sull’identità, su proprio potenziale, sul parlarsi in maniera onesta, accogliendo le emozioni e con atteggiamenti di gratitudine, fino alla comprensione della vera bellezza di ognuno;

2. dare valore alle relazioni con gli altri e al lavoro di squadra (connectedness: selecting healthy relationships and keeping them healthy) comprendendo profondamente la cooperazione in un gruppo, il coraggio, l’essere capace di affrontare atti di bullismo e gossip, così come diventare un stand-byer per i propri amici e per le cose giuste;

3. capire come siamo connessi al mondo e formati da esso, in generale (empowerment: celebrating and sharing our strenght) individuando a partire alle proprie idee e dalla consapevolezza di porterle realizzare insieme, un progetto utile alla propria comunità.

Il passaggio centrale, e che a mio giudizio rappresenta la forza nel tempo di questo programma, è la sequenza:

me – relationships - community,

ossia: io/me – in relazione con gli altri – e l’appartenenza ad una comunità.

Incontrarsi due volte a settimana, all’interno di un piccolo gruppo dove ci si scambiano pareri idee e anche esperienze di vita, ha permesso di

farsi coinvolgere e di coinvolgere, celebrando insieme la gioia del movimento, che accompagna i pensieri, anche quelli brutti.

Una ragazza una volta ha detto: “ in questo gruppo GOTR ha scoperto che sono io il capo del mio cervello” ed una sua compagna ha poi amplificato: “A me è piaciuto molto perché ho scoperto nuove amiche che hanno i miei pensieri e le mie paure, e che amano correre per sentirsi libere”. In una fase progressiva, ancora, una piccola ragazza di 8 anni ha sorriso, dicendo: “ quello che mi ha colpita di più nel venire qui alla mattina, è pensare che qualcuno mi aspettava per fare qualcosa assieme per il nostro quartiere”.

Durante il percorso, infatti, le ragazze sviluppano e migliorano le proprie competenze – imparano a sentirsi sicure e confidenti con se stesse, sviluppano forza di carattere e imparano a rispondere a se stesse e agli altri con cura, creare connessioni positive tra pari e con gli adulti, e a dare un contributo significato alla comunità e alla società in cui vivono.

Ci sono molti modi per iniziare ad aiutare le ragazze a capirsi meglio e a scoprire chi davvero siano, e quello che conta davvero per loro. Il gioco, lo scambio e la verbalizzazione dei loro pensieri, l’invenzione di uno slogan e la condivisione di idee, realizzando poster e messaggi per chi ha più bisogno. Poi si tiene in mente il gruppo come insieme, si osservano i diversi ruoli della squadra e si pone l’attenzione alle relazioni che fortificano il lavoro di squadra, sottolineando anche ciò che non è andato bene e ripensando assieme a come poteva essere migliorato attraverso una migliore collaborazione e una comunicazione più semplice e trasparente.

Infine, esploriamo con le ragazze il mondo che viviamo, le connessioni con noi, con le nostre realità possibilità di cambiamento, a partire da ciò che al gruppo e a ciascuno di loro sta più a cuore, ciò che hanno osservato e che intendono migliorare.

E’ questa la fase della lezione in cui si pensa ad un progetto finale, di servizio alla comunità locale ed è questo il momento in cui si percepiscono le infinte possibilità di cambiamento.

Le ragazze – tutte – hanno dimostrato di avere idee, sogni, e progetti per migliorare il loro mondo, senza pregiudizi e con potenziali enormi.

Per dare qualche esempio, ci sono stati gruppi che negli anni si sono rivolti ad associazioni per i bambini malati terminali in ospedale, ad organizzazioni che ospitano senza tetto, alle persone anziane e sole che avevano bisogno di compagnia e, ancora, ad associazioni che raccolgono cibo per chi vive in situazioni di estrema povertà.

E bisogna dirlo, anche questo progetto rafforza e aiuta a credere in se stesse, in quanto dall’idea sognata, si passa a progettare ciò che serve per realizzarla e poi all’implicazione pratica del progetto e alla valutazione finale, del successo o meno dell’iniziativa.

Il nostro gruppo – direi molto verde / amante della natura e degli animali in generale – ha scelto di supportare un rifugio per cani e animali abbandonati, raccogliendo materiale, individuando necessità concrete, e organizzando una raccolta fondi a questo scopo.

Non male, se si pensa che si è fatto tutto in 10 lezioni con ragazze di 8, 9 e 10 anni!

Il motto, chiaro e assolutamente ben esplicitato è:

“ learn. dream. live. run”

“ impara. sogna. vivi. corri” .

Ed è vero, questo programma e un corso per imparare a correre, per sognare e scambiarsi idee, per vivere e affrontare le sfide assieme agli altri e poi correre davvero.

Ad ogni fine stagione, le ragazze sono spinte a cimentarsi in una corsa di 5 Km (3.1 miglia circa), accompagnate dai loro genitori o assieme al gruppo di appartenenza.

In alcune zone del paese questa tradizione finale è diventata un momento aggregativo che colora la città e raduna molte persone, amatoriali o professionisti, chi di corsa, giustamente e chi con pattini, chi camminando, chi con passeggini al seguito.

Partecipare è divertimento, completarla con le proprie forze è un segno tangibile di ciò che si è potuto raggiungere.

Semplice, coinvolgente e straordinario, perché il risultato è nuovamente lo stesso: rendere ciò che sembrava impossibile, possibile.

Nel nostro caso la corsa si è tenuta il 21 maggio, nella contea di Montgomery con oltre 85 scuole partecipanti, per quasi 5000 persone; del nostro gruppo, tranne una ragazza assente per un torneo di calcio, tutte hanno partecipato e sono arrivate al traguardo.

Nel 2015, Girls on the Run ha organizzato più di 350 corse di 5km, sull’intero territorio americano (dove più di 16.500 eventi vengono organizzati ogni anno), rendendo l’evento “GOTR 5k” il più grande del paese e arrivando così a lanciare un nuovo programma pensato per le teenagers delle scuole medie, chiamato Heart & Sole, che si dedicherà ai bisogni particolari delle ragazze di quell’età.

Dal testo “Arte dell’equilibrista: la corsa come metafora di vita” (2014, ed. Meudon) a cura di Luca Grion, professore di filosofia morale dell’Università di Udine, leggiamo che “la sfida con se stessi dovrebbe essere l’essenza della pratica sportiva; come ha scritto Damiano Tommasi nel suo contributo «lo sport non dovrebbe essere concepito come un’attività attraverso la quale distinguere il brocco dal campione, ma come uno spazio nel quale ingaggiare una sfida con se stessi mettendosi in gioco. E questo mettersi in gioco implica coraggio, sacrificio, impegno».

Assumiamo con consapevolezza il potenziale educativo della pratica sportiva, e ci rendiamo conto che non sia affatto scontato che le cose vadano così.

Prosegue Grion: “Affinché ciò avvenga è necessario che maturi la consapevolezza del valore formativo dello sport. Deve maturare negli allenatori a cui sono affidati i nostri figli e deve maturare negli adulti che in numero sempre maggiore continuano, e molto spesso iniziano, a praticare uno sport. Serve dunque un grande lavoro culturale ”.

Sulla stessa linea culturale il programma GOTR prosegue il suo impegno, e lancia così una nuova iniziativa dal titolo: Accesso ed Inclusione, per gli anni 2017-2020, come assoluta priorità strategica.

L’obiettivo finale è di raggiungere qualunque ragazza abbia il desiderio di partecipare – con un’idea di poter servire 2 milioni di ragazze entro il 2021 – attraverso un profondo lavoro sul campo, dalla formazione dei volontari, coaches e partecipanti, ai direttivi e agli oltre 225 comitati sparsi in tutto il paese.

Nel dettaglio, per le ragazze e le loro famiglie l’obiettivo è fornire l’accesso, assicurando la fruibilità in ogni scuola o comunità, così come eliminando costi e barriere logistiche quali il trasporto, e ancora rendendo il processo di iscrizione equo per tutti, attraverso l’inserimento di più lingue oltre all’inglese.

Per il programma in sé l’obiettivo è di assicurare che ogni ragazza si possa ritrovare nel curriculum offerto e che questo possa riflettere le loro reali esperienze di vita, così che ognuna possa sentirsi ascoltata, considerata e parte di una squadra; questo aspetto vale anche per le ragazze con disabilità, con l’impegno di sviluppare percorsi e programmi idonei per tutti, con l’attenzione al contesto sociale e alla costruzione di ambienti positivi, inclusivi e adatti a relazioni positive.

Infine, per i comitati e il Quartier generale del programma, si vuole sempre di più garantire sforzi di inclusività con strategia e trasparenza, attraverso il giusto supporto finanziario e le necessarie risorse umane, anche con lo sviluppo di opportunità professionali e la valorizzazione di quegli stessi comitati che riescono a realizzare un maggior Accesso ed Inclusione.