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14 Luglio Lug 2017 1239 4 months ago

Fab City: ripensare le città. L’esempio di Poblenou

Redazione

Fab City Global Initiative è una rete creata da l’Institute for Advanced Architecture of Catalonia, il MIT’s Center for Bits and Atoms and la Fab Foundation e punta a una radicale trasformazione del modo in cui viviamo e lavoriamo nelle città. In una Fab City, infatti, i cittadini sono messi nelle condizioni di diventare padroni del loro destino, di aumentare la loro resilienza e di fare in modo che l’ambiente in cui vivono diventi più ecologicamente sostenibile. Fab City è dunque un progetto globale che punta a sviluppare città che siano produttive localmente, autosufficienti e, allo stesso tempo, connesse in una rete globale. Questo progetto ruota attorno a un think tank formato da amministratori locali, urbanisti, innovatori che lavorano per cambiare il paradigma dell’economia industriale corrente dove la città opera all’interno di un modello lineare in cui importa prodotti e produce rifiuti.

La scorsa estate, l’ambiziosa visione di Fab City è stata testata nella realtà durante la Made Again Challenge, un progetto avviato da SPACE10 – un laboratorio

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d’idee di IKEA che si occupa di pensare il futuro del living – e da Fab City Research Laboratory. Insieme hanno creato il primo prototipo di Fab City in Poblenou, Barcellona, un banco di prova di un kilometro quadrato volto all’esplorazione di come ripensare e riprogettare il sistema produttivo all’interno delle città.

La trasformazione che sta avvenendo nel vecchio distretto industriale di Barcellona, Poblenou, è piuttosto impressionante. Il distretto era in una fase di progressiva decadenza come molti altri distretti industriali delle città occidentali dopo che le produzioni sono state spostate in altre parti del mondo. Oggi, questo quartiere è diventato una sorta di manifesto per il rinnovamento urbano attraverso un approccio bottom-up, creando un epicentro di tecnologia e creatività tanto che il giornale catalano Publico e molti altri media lo hanno definito come una mini Silicon Valley per l’industria sostenibile.

Questo quartiere sta promuovendo un nuovo modello urbano di resilienza e di innovazione locale, in cui i cittadini sono percepiti non soltanto come consumatori ma come produttori capacitati a questa funzione tramite l’accesso a strumenti digitali di costruzione e conoscenza. Poblenou è diventato un luogo di sperimentazione per costruire la visione di come potremo allontanarci dal modello corrente di città in cui si importano la maggior parte che servono e si esportano rifiuti, per avviarci verso un modello di economia circolare dove tutte le risorse fluiscono in un sistema ad anello, appunto circolare, all’interno della città stessa.

Poblenou sta già costruendo le infrastrutture necessarie per essere produttivo localmente, autosufficiente e, allo stesso tempo, connesso in una rete globale, così da arrivare a produrre almeno la metà di ciò che consuma entro il 2054, usando materiali locali o recuperati dagli scarti creando un modello parzialmente circolare in cui i rifiuti sono rigenerati in nuovi prodotti.

La Made Again Challenge, di cui si è detto sopra, nell’arco di cinque giorni, a Poblenou, ha messo insieme botteghe artigiane, centri di ricerca, agenzie di desing e produttori locali connettendoli in un ecosistema. Biologi, esperti di tecnologia, artigiani, designer IKEA e altri innovatori hanno inoltre raccolto prodotti di scarto per soffiare nuova vita in quei materiali destinati alla discarica. L’intero esperimento è stato raccontato nel seguente documentario:

La Made Again Challenge ha portato sia il sindaco di Barcellona che il consiglio comunale di Barcellona a supportare la svolta di Poblenou per diventare un “Maker District”, parte dell’ambizioso piano di digitalizzazione della città.

Secondo Gerardo Pisarello, vice-sindaco di Barcellona: “Noi vogliamo un’economia che sia basata su una re-industrializzazione 4.0, un’economia radicata nel territorio, che dia opportunità a una nuova industria manifatturiera collegata alle nuove tecnologie e che veda la partecipazione delle persone e dei quartieri, come Poblenou.”

Poblenou è diventato una significativa fonte d’ispirazione per altre città, regioni e paesi che si sono già raccolti attorno alle idee di Fab City e che si sono impegnati a diventare autosufficienti entro il 2054 – tra le altre troviamo Amsterdam, Boston, Bhutan, Detroit, Georgia, Parigi, Shenzhen e Tolosa. Molte altre città stanno prendendo ispirazione da Fab City e, a settembre, Copenaghen ospiterà il Fab City Global Summit del 2017. Nel 2018 sarà invece ospitato da Parigi.