Dice 1209417 1920
12 Dicembre Dic 2017 1313 7 months ago

Bowling alone

Di

In questi giorni mi sono imbattuto, grazie all’amico Marco Dotti, nei dati del Ministero delle Economia e delle Finanze sulla spesa dell’azzardo ( Lotto, scommesse sportive, superenalotto, VLT, Winforlife, lotterie istantanee,…) nel paese della bergamasca in cui sono cresciuto per 20 anni : Seriate.

Paese oggi di circa 25.000 abitanti. Qui sono cresciuto in oratorio negli anni 70, insieme a molte altre persone ho contribuito a dar vita ad attività e organizzazioni di volontariato prima e di cooperazione di solidarietà sociale poi negli anni 80 e 90. Molti dirigenti ( locali e nazionali) del terzo settore hanno potuto crescere grazie a queste esperienze. Tutt’ora molte di queste attività, sotto diverse forme, continuano e coinvolgono molte persone.

A Seriate ho parenti, amici, persone che stimo e a cui voglio bene.

L’ammontare del gioco d’azzardo a Seriate nel 2016 è di 38 milioni di euro, 1509 euro pro capite. Il 10% in più del 2015.

Se penso ai numeri in sé, sono numeri enormi ma pienamente in linea con i dati nazionali.

In Italia nel 2016 il giro di affari dell’azzardo ha toccato la cifra di 97,8 miliardi di euro. Una delle più grandi industrie del paese. Un pezzo significativo del PIL.

Di azzardo ne ho scritto la prima volta nel 2008, parlando di welfare e delle già allora sue evidenti distorsioni sulla rivista Communitas. Vita è stata certamente in questi anni il gruppo editoriale che più ha sostenuto campagne di sensibilizzazione e contrasto a questo devastante fenomeno. Eppure sono attonito, ferito, turbato da questi dati. Dietro a questi numeri ci sono persone, vite frantumate, slegamenti seriali, produzione industriale di insignificanza, nichilismo sociale di Stato. Sono direttamente coinvolto in questo gigantesco peccato di omissione collettivo. L’omissione dell’ “altro”. Questi numeri sono Il risultato della negazione di ogni legame sociale. Eppure nei medesimi anni abbiamo prodotto centinaia di migliaia di professionisti “ specializzati” in relazioni,in assistenza, cura, educazione, salute,terapia. Migliaia di organizzazioni dedite “ agli altri”. Prestazioni, servizi, posti di lavoro,denaro, procedure,protocolli, mansionari. Covegni, incontri, seminari.

Ma Questa è la realtà. Forse è meglio fermarsi. Siamo in altri tempi e bisogna avere il coraggio di guardarci in faccia, altrimenti saremo un pezzo tra i tanti di questa mega macchina tecnocratica.

Il libro di Robert Putman che negli anni 90 approfondiva l’importanza del capitale sociale ( relazioni di fiducia, valore, gratuità, responsabilità…) per la sopravvivenza e la prosperità di ogni comunità ha costituito un testo fondamentale per l’allora nascente terzo settore. Forse bisognerebbe rileggerlo. In inglese si intitolava “ bowling alone” : giocare al bowling da soli.

Perché Il male è banale . Come ricorda Marco Dotti “Nelle pagine finali del suo saggio sull’origine del totalitarismo, Hanna Arendt osserva che il fenomeno totalitario si radica su una desertificazione, ossia uno sradicamento legato a ( e prodotto da) ciò che la Arendt definisce “ loneliness”. Usa un termine preciso, “loneliness” e non “ solitude”. La solitudine è forse assenza dell’altro, ma in uno spazio dove l’altro può sempre irrompere. La loneliness è la circoscritta, tonalità emotiva che cancella la possibilità stessa dell’altro. L’altro non arriverà mai, non lo si attenderà neppure. E’ Godot senza nessuno che l’aspetti: solo anch’esso. Una desertificazione nella quale si producono fantasmi di alterità, ma solo in funzione incrementale della solitudine.”

C’è ancora modo di attraversare la notte. C’è ancora speranza, se sapremo prendere sul serio la nostra libertà.