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19 Febbraio Feb 2018 1111 6 months ago

Sostenibile e «pensando ai figli»: l’economia secondo Jacques Attali

Di

Fausta Chiesa

da Corriere della Sera - BUONE NOTIZIE, 18 febbraio 2018

«Le decisioni importanti della vita si prendono nell’interesse dei figli, l’economia è positiva solo quando va a beneficio delle generazioni future, oltre che della nostra». Jacques Attali, 74 anni, economista francese, consigliere (nonché amico) di diversi presidenti, a partire da François Mitterrand fino all’attuale Emmanuel Macron, in un’intervista a «Buone Notizie» in edicola domani gratis con il Corriere indica la sua via. Fondatore di PlaNet Finance, oggi Positive Planet, una delle prime Ong impegnate nella microfinanza e nello sviluppo sostenibile, critica i modelli del Ventesimo secolo, si scaglia contro la dittatura del guadagno immediato e propone un modello diverso.

«L’economia sociale rappresenta già il 10% dell’economia mondiale ed è in rapida crescita. Il crowdfunding supererà i 1.000 miliardi nel 2020. Ma non basta. Bisogna promuovere un’economia che riunisca tutte le entità che producono beni o servizi, sia di mercato che non, in un modo economicamente sostenibile e utile sia ai lavoratori sia ai clienti, alla comunità e alle generazioni future». Nella classifica delle nazioni in base al loro grado di positività ai primi posti ci sono i Paesi del Nord Europa, che godono del tenore di vita più elevato del mondo. «Non è una coincidenza — commenta — perché l’economia positiva è anche redditizia». Attali pubblicherà tra qualche mese una classifica delle aziende in base al loro impegno per l’economia positiva, da cui, dice, emergerà qualche sorpresa.

Come si immagina il mondo nel 2100? «Felice, che ha superato un cataclisma spaventoso e che ha capito la necessità per l’umanità di vivere in armonia: soltanto se siamo uniti potremo sopravvivere». L’armonia vera cercano di diffonderla a Rondine, un piccolo borgo medievale a 12 chilometri da Arezzo che si è conquistato il titolo di «Cittadella della Pace» e che tre anni fa è stato candidato al Nobel per la sua «scuola» di convivenza. L’Associazione «Rondine Cittadella della Pace», infatti, accoglie e fa studiare nella «World House» giovani provenienti da Paesi in guerra: Africa, Medio Oriente, Balcani. Quando tornano a casa, potranno spiegare in prima persona che i conflitti, da quelli politici a quelli in famiglia, si possono risolvere parlando e non sparandosi.

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