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12 Aprile Apr 2018 1053 8 months ago

El Sistema di José Antonio Abreu. La forza dell’armonia

Di

ROBERTO CAMPAGNANO

Difficile parlare del Venezuela. Da molto tempo il paese è sprofondato in una gravissima crisi economica e civile. Il presidente Maduro cerca di tenere insieme i pezzi, ma le opposizioni tentano con ogni mezzo di destituirlo. Il grande sciopero di ottobre scorso e la mediazione del Vaticano hanno ottenuto un minimo di allentamento nelle eccezionali misure di sicurezza messe in atto dal governo. Annunciati nei giorni scorsi alcuni importanti provvedimenti in materia economica: si stampano banconote da ventimila bolivar (l’inflazione è al 2.200 per cento) e viene annunciato un aumento del cinquanta per cento degli stipendi pubblici (che a questo punto arrivano a dodici dollari statunitensi mensili).

Eppure è proprio in Venezuela che più di quarant’anni fa si è concretizzato un sogno, un’utopia che ha preso il volo e ha raggiunto tutto il mondo. Questo sogno è stato partorito da un piccolo grande uomo: José Antonio Abreu. José Antonio fa un sogno per alcuni versi molto simile a quello di Martin Luther King: cambiare in maniera radicale la storia del suo paese dal punto di vista musicale e sociale.

La musica è la massima espressione dell’uomo per raggiungere il mondo sublime, indescrivibile, invisibile, che pertanto non si può né vedere né sentire … Lo percepisci con gli occhi dell’anima

La storia nasce il 12 febbraio 1975, quando Abreu, illuminato e visionario, musicista, economista, politico e molto altro ancora, riunisce alcune persone per coinvolgerle in un progetto ambizioso e al tempo stesso rivoluzionario: conferire alla musica un potere che non ha mai avuto prima, quello di diventare il faro, il punto di riferimento, lo scopo nella vita delle nuove generazioni venezuelane. Musica non soltanto come “arte”, ma musica anche e soprattutto come riscatto sociale per tutti, soprattutto quelle fasce di popolazione che vivono in condizioni di povertà in tutto il mondo. Considerato che il suono, la musica è il primo linguaggio dell’uomo e che il suono della voce è il primo che emettiamo alla nostra nascita, tutti, nessuno escluso, dai bambini di due anni e mezzo in poi, possono imparare a suonare uno strumento o a cantare in un coro o a dirigere un’orchestra, di partecipare dunque al progetto dell’Orchestra nazionale giovanile e infantile, un sogno – El Sistema – che in quasi quarant’anni ha oltrepassato tutte le frontiere.

All’inizio del 1975 otto giovani si avvicinano alla figura del Maestro José Antonio Abreu nel vecchio Conservatorio nazionale di musica “José Angel Lamas”. Oltre al desiderio di fare musica, li unisce la necessità di risolvere con una riforma integrale l’educazione musicale venezuelana con metodi pedagogici originali e innovativi. Questo modello di insegnamento rappresenta un progetto artistico di grandi dimensioni: fare della musica una pratica giornaliera e stimolante a tutti i livelli: prescolare, infantile e giovanile e creare una complessa rete di gruppi musicali. L’enfasi viene posta soprattutto sulla possibilità di cambiare la condizione giovanile e sociale in tutto il Paese, realizzando un programma artistico in grado di modificare radicalmente il tessuto sociale della nazione attraverso l’insegnamento della musica.

L’idea è di sviluppare tale programma in ogni stato venezuelano, promuovendolo e consolidandolo in ogni regione del Paese. Uno dei principi fondativi del progetto è considerare la musica, senza distinzioni di generi, come unico agente aggregatore con lo scopo di formare il cittadino di domani. Su queste basi si fonda El Sistema, che oggi è una istituzione dello stato venezuelano.

Come funziona? Migliaia di bambini e giovani vengono accolti nei Nuclei “seminati” dal movimento in tutto il Paese: orchestre statali, regionali, locali, giovanili ed infantili, conservatori, centri audiovisivi e laboratori di liutai sono a disposizione di tutti. La maggior parte di questi giovani ottiene ottimi risultati scolastici in tutti i campi e i migliori talenti arrivano alla laurea rilasciata dall’Istituto universitario di studi musicali.

Al bambino viene affidato da subito uno strumento, parallelamente segue lezioni di coro, esercitazioni orchestrali, teoria e linguaggio musicale. Il ciclo di iniziazione termina con un concerto e prosegue nei diversi livelli della formazione, fino a sviluppare la completa padronanza del repertorio.

Nelle orchestre infantili il bambino impara prima facili arrangiamenti e versioni ridotte delle grandi opere musicali, per poi arrivare a poco a poco a eseguire quelle stesse opere nelle loro versioni originali. Grazie ai sistemi di lavoro sviluppati precocemente i membri dell’orchestra imparano ad affrontare con serenità lo strumento, il repertorio, l’orchestra, il pubblico e, soprattutto, capiscono che i progressi si ottengono con uno studio costante e una pratica disciplinata in un ensemble che costruisce soprattutto armonia.

L’obiettivo principale di El Sistema quindi non è circoscritto solo al piano artistico, ma si inserisce direttamente e profondamente nel contesto globale di una politica di prevenzione, formazione e autostima, coltivando i valori etici ed estetici, in stretta relazione con il fare musica. Da qui la sua immensa capacità di influenzare la formazione della personalità, aprire la mente e sviluppare il lavoro intellettuale insieme agli altri.

Ogni anno la squadra di professionisti del Centro accademico Montalbàn di Caracas seleziona un repertorio da inviare ad ogni nucleo. Questa è la prima convocazione a concorso e rappresenta uno degli esami più importanti nella formazione del giovane musicista, giacché da lì cominciano ad emergere quei bambini di talento che daranno continuità al processo di sviluppo delle orchestre.

Oggi appartenere alla Sinfonica nazionale infantile del Venezuela significa distinguersi per meriti acquisiti grazie al lavoro ed allo sforzo individuali, ma solo in quanto parte del meraviglioso e vitale suono dell’orchestra nel suo insieme.

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Il modello di insegnamento musicale dinamico ed efficace promosso attraverso El Sistemanazionale dell’Orchestra giovanile e infantile del Venezuela ha suscitato interesse e ammirazione in diversi paesi latinoamericani. Organismi internazionali come l’OEA e l’UNESCO hanno favorito la collaborazione e gli scambi fra i paesi dell’emisfero e il Venezuela. In tal senso la Fondazione musicale Simon Bolivar, attraverso il governo venezuelano, il ministero degli affari esteri e il ministero della pianificazione e sviluppo, coordina il progetto della OEA, “Orchestra giovanile dell’America Latina e dei Caraibi”.

La collaborazione che offrono l’OEA e l’UNESCO consiste sia nell’inviare in Venezuela quei ragazzi che hanno conseguito borse di studio in America Latina e nei Caraibi affinché ricevano una formazione tecnica di esecuzione strumentale, di artigianato di strumenti musicali e di pedagogia musicale presso i laboratori de El Sistema, sia nel patrocinare i corsi per giovani direttori d’orchestra del Progetto multinazionale delle orchestre sinfoniche dell’America Latina e dei Caraibi, auspicati dal Consiglio interamericano di musica, il CIDEM.

Conseguenza di questo progetto ormai più che quarantennale è stata la creazione delle Orchestre giovanili in Colombia, Ecuador, Trinidad & Tobago, Perù, Bolivia, Messico, Jamaica, Cile, Argentina, Nicaragua, Honduras, El Salvador, Panama, Costa Rica, Cuba, Uruguay, Guatemala, Paraguay, Brasile, Repubblica Dominicana e Puerto Rico, così come lo scambio di giovani studenti di musica fra il Venezuela e i paesi latinoamericani.

El Sistema è oggi una meravigliosa realtà in quaranta Paesi di cinque continenti, dove ha seminato il modello venezuelano, dimostrando che esso è un’alternativa possibile di educazione, progresso e pace. Oltre alla maggior parte dei paesi del Sud e Centro America di cui si è detto, l’organizzazione sta dando i suoi frutti negli Stati Uniti, in Canada, in Francia, Groenlandia, Svezia, Spagna, Portogallo, Italia, Scozia, Inghilterra, Austria, Armenia, Corea del Sud, Giappone, Filippine, India, Taiwan, Vietnam, Uganda, Sudafrica, Ghana, Kenya e Thailandia.

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Tutto questo è dovuto, come abbiamo detto, unicamente alla mente e al cuore di José Antonio Abreu, animatore, lavoratore instancabile, ideatore e fondatore de El Sistemavenezuelano delle Orchestre e cori giovanili infantili e prescolari. Musicista, di grande fede, forti convinzioni e calore umano, il Maestro ha saputo intraprendere con incredibile tenacia e determinazione un compito che supera l’orizzonte musicale e si inserisce nel recupero e nella formazione della gioventù.

José Antonio Abreu nasce a Valera, nello Stato Trujillo, il 7 maggio 1939 (ha nonni italiani) e fin da bambino manifesta grande sensibilità musicale e artistica. Inizia i suoi studi di musica nella città di Barquìsìmeto, nello Stato Lara, nel 1957 si trasferisce a Caracas dove diventa discepolo di importanti maestri come Vicente Emilio Sojo con il quale studia composizione, Moisés Moleiro suo professore di pianoforte, Evencio Castellanos che gli insegna organo e clavicembalo.

Diego Matheuz, 1984, è un direttore d’orchestra e violinista venezuelano. Dal “Sistema” alla direzione de La Fenice

Nel 1964 nella Scuola di musica “José Angel Lamas” José Antonio Abreu ottiene il titolo di Professore esecutivo e Maestro compositore. Più tardi realizza studi nella Direzione Orchestrale sotto la guida del Maestro Gonzalo Castellanos Yuma e da lì inizia ad essere invitato in qualità di Direttore dalle principali orchestre venezuelane.

Nel 1975, fondata l’Orchestra sinfonica Simon Bolivar, il Maestro Abreu assume l’incarico di direttore titolare e dirige le opere più importanti del repertorio.

Il suo talento non si manifesta solo nel campo della musica. Egli è un brillante economista e pianificatore e lo Stato venezuelano gli affida difficili compiti nominandolo Direttore della pianificazione di Cordiplan e Assessore del Consiglio di economia nazionale. È anche deputato al Congresso della Repubblica.

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